Anche
quest'anno il Natale sta arrivando con la solita valanga di regali
sbagliati, cenoni indigesti, invitati indesiderati e auguri detti con
lo stesso trasposto con cui i poliziotti delle ficsion americane
notificano i loro diritti ai fuori legge appena catturati.
Ma che sarebbe il Natale senza la solita sfilza di frasi che ogni anno si ritirano fuori insieme alle decorazioni dell'albero?
Ecco la mia personale top ten delle più usate, più abusate e più scontate.
Al 10° posto: "Ho preso qualche chilo sotto le feste. Adesso mi metto un po' a dieta".
Affermazione
intramontabile almeno da quando il signor Ueit Uoccer ci ha spiegato
che se ti mangi panettoni 2 alla volta come fossero ciliegie è
possibile si possa prendere qualche chiletto. In genere, la frase è
detta più spesso da chi 'sti chiletti se li porta avanti già dal natale
del 1987 ma, almeno una volta l'anno ha una giustificazione che non lo
faccia sentire il solito Poldo di Braccio di ferro.
9° posto: "Quest'anno i regali li facciamo solo ai bambini".
Salvo
poi trafugare notte tempo le letterine dei propri figli per sostituire
la richiesta di un gioco per plei stescion con quella di un solitario
Bulgari, giustificandola poi a mariti e nonni sbigottiti con il fatto
che i ragazzini di oggi sono sempre più precoci.
8°: "Quest'anno regalo solo libri".
Che
sarebbe tanto una bella cosa ma quando poi mi capita di tirare giù la
lista degli amici mi rendo conto che la maggior parte di loro li
scambierebbe per strani modelli di schiaccia noci adoperandoli poi nel
periodo estivo al posto della paletta ammazza zanzare.
Al 7°: "ci vediamo l'anno prossimo".
Detta
congedandoti dopo il cenone di capodanno e dando appuntamento a parenti
ed amici all'indomani. Io ho incontrato più indigeni delle foreste
amazzoniche del Brasile centrale che gente che abbia riso a questa
battuta che persino Gino Bramirei si sarebbe vergognato di fare.
Posto numero 6:
"Prima di capodanno ci dobbiamo vedere per forza".
Beh,
se non ti sei visto fino ad allora ci sarà un perché, no? In genere è
la frase che si dice al termine di una serata in cui hai bevuto cantine
sociali di vino intere e faresti l'invito anche ad Idi Amin Dada (ndr:
il presidente dell'Uganda che dei nemici ne faceva polpette, e non è
una battuta).
Posto numero 5:
"Io sono più per il panettone".
In
genere chi te lo dice lo fa per giustificare il fatto che stia
mangiando una fetta di pandoro. Magari la quinta. E te lo dice con
quell'aria con cui le vergini dell'ottocento dicevano la prima notte di
nozze: "non lo fo per piacer mio, ma per dare un figlio a dio". Così
poi quando arriva inaspettatamente il panettone possono avventarsi
anche su quello avendone preventivamente giustificato la passione.
PS: la frase funziona anche nella variante: "Io sono più per il pandoro".
Al 4°: "Non è niente di che, giusto un pensierino...".
Scusa quindi io chi sono il figlio della serva che mi fai una cazzata di regalo e me lo dici pure?
3° posto: "tanto se non ti piace si può cambiare" (spesso adoperata anche ne i compleanni).
Anche qui: ma pensarci un po' prima di regalare un DVD a un cieco?
Al 2°: "Tu che fai a capodanno?".
Ho
sentito gente chiederla il 20 di agosto. Io manco so cosa farò stasera
né tanto meno se sarò ancora vivo. Non dico vivere come se non ci fosse
domani ma, cavolo, una domanda meno impegnativa?
Ed eccoci alla regina delle frasi fatte.
"Non sento lo spirito questo Natale".
Scusate
ma davvero non capisco cosa sia sto cavolo di spirito. Che dovrei fare,
sostituire il motorino con una renna o guidare il carrello alla GS
vestito come un Umpa Lumpa, cantando Bianco Natal e andando ad aiutare
tutte le vecchine che non riescono a prendere l'adesivo per dentiere
che i perfidi commessi mettono sempre nelle scansie più alte degli
scaffali?
Quindi, che dire ancora??
AUGURI!!!! :-) BUON NATALE!!